Protocollo “D” nel trattamento di Covid-19

I "PILASTRI" del Protocollo D
I “PILASTRI” del Protocollo D

Aggiornato al 1 Marzo 2021

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Il “Protocollo D” è strutturato secondo un razionale di profilassi ed eventuale trattamento di fasi precoci di diverse patologie, riadattandone alcuni aspetti all’ odierna pandemia causata da Sars-Cov-2, il virus responsabile della Covid-19.1

È fondamentale comprendere i seguenti aspetti:

il virus si chiama Sars-Cov-2, la malattia che ne puó conseguire è la Covid-19 (CoronaVirus-Disease-19).

Questo è il nostro approccio suggerito come profilassi e trattamento della Covid-19, basato sulla migliore (e più recente) letteratura scientifica. I riferimenti bibliografici sono consultabili e vengono aggiornati costantemente in relazione alle più recenti novità della ricerca scientifica.

Il presente non è una prescrizione medica, pertanto Vi suggeriamo sempre di discutere l’attuazione e l’eventuale assunzione dei suggerimenti del protocollo con il vostro medico di medicina generale o con specialisti che abbiano informazioni ed esperienza sul “campo”.

Il “Protocollo D” è sviluppato dal Dr. Puya Dehgani-Mobaraki e collaboratori della task force della Associazione “Naso Sano”.

Contiene riferimenti al Math+ sviluppato dalla Front Line Covid19 Critical Care Alliance (FLCCC) di cui il Dr. Dehgani-Mobaraki è Membro Internazionale ed Associato.

Il “Protocollo D” è strutturato in

-DEFINIZIONE DI INFEZIONE

-PROFILASSI

-TERAPIA IN CASO DI INFEZIONE

-TERAPIA SINDROME POST-COVID


Definizione di INFEZIONE e SINTOMATOLOGIA da COVID-19

  • Un soggetto positivo a tampone per Sars-Cov-2 in assenza di sintomi risulta INFETTO ma senza manifestazione da Covid-19.
  • Un soggetto positivo a tampone per Sars-Cov-2 con sintomi (lievi-moderati-severi) risulta INFETTO con sintomi da Covid-19.
  • Un soggetto precedentemente positivo e successivamente risultato NEGATIVO a tampone per Sars-Cov-2senza sintomi residui, NON E’ INFETTO e risulta GUARITO dalla Covid-19.
  • Un soggetto precedentemente positivo e successivamente risultato NEGATIVO a tampone per Sars-Cov-2 con persitenza di sintomi, NON È INFETTO ma ha ancora sintomi da Covid-19.  Se i sintomi durano più di un mese dalla negativizzazione al tampone ha sviluppato una Sindrome Post-Covid (Long Haulers).

La Covid-19 è una patologia dinamica tempo dipendente distinta in 4 fasi:

  1. Incubazione
  2. Fase sintomatica (replicazione virale)
  3. Imbalance del sistema immunitario e fase polmonare (inizia l’inattivazione del virus)
  4. Recovery e produzione anticorpi o Fase polmonare tardiva con MAS (macrophage activation syndrome)

Dallo schema si comprende come sia fondamentale agire in maniera sinergica e tempestiva nelle varie fasi, usando:

  • composti e farmaci che possano diminuire lo stress ossidativo (fase 1-2-3-4) e la replicazione virale nel periodo di incubazione e fase virale (fase 1-2)
  • farmaci immunomodulatori (fase 3-4)

Nella fase di passaggio tra fase 2 e 3 il virus è in fase di disattivazione e distruzione nel nostro organismo.

Il 1° aprile 2020 attraverso una mia personale comunicazione alle autorità scientifiche mondiali, abbiamo divulgato le informazioni che ci hanno permesso di comprendere come la polmonite interstiziale e la vasculite, reperti riscontrati nelle autopsie condotte dal team del Prof. Gianatti, siano alla base degli eventi trombo-embolici responsabili della morte dei pazienti affetti da Covid-19.

Queste informazioni hanno dato un contributo importante alla cura dei pazienti affetti da infezione da Sars-CoV-2, in particolare rispetto alla necessità di intervenire sulla coagulazione con eparina e di usare steroidi per ridurre la compromissione polmonare-vascolare, la tempesta citochinica (citokine storm)3 ed eventuale iper attivazione della risposta cellulare (macrofagi-cellule dendritiche-linfociti etc..) da parte del nostro sistema immunitario nei confronti dei frammenti di virus che si sta cercando di inattivare e neutralizzare.

Molte persone risultano positive a Sars-Cov-2 ma non necessariamente andranno in contro ad una fase 2, e molti potranno non sviluppare sintomi (asintomatici). Qualora sviluppino sintomi questi possono essere caratterizzati da malessere con debolezza, dolori muscolari, cefalea frontale, disturbi di olfatto e gusto quali anosmia (perdita completa dell’olfatto) e ageusia (perdita completa del gusto), febbre (37-38,5), tosse secca, disturbi gastro intestinali, congiuntivite, lesioni petecchiali, sintomi che hanno spesso a comparsa asincrona e a volte isolati.

I nostri studi dimostrano che la risposta immunitaria varia a seconda del soggetto e per cui le risposte posso variare dando una attivazione immunologica differente in base presentazione antigenica, risposta innata, adattativa, attivazione di interleuchine ed eventuale produzione di anticorpi sino ad 10 mesi dalla infezione da Sars-CoV-2. Vedi articoli di ricerca 4911

Graphic courtesy of Asiya K Zaidi for Association Naso Sano – Article here

La profilassi è raccomandata per chiunque non sia in stato di infezione da Sars-Cov-2 e ha un ruolo specifico nel prevenire e mitigare eventuali sequele da Covid-19. Si raccomanda l’assunzione giornaliera dei composti, per almeno 3 mesi.

L’ età per cui è suggerito il protocollo di profilassi va dai 16 anni in su, tenendo in considerazione comorbidità e carenze. Nei bambini e nei giovani non si suggerisce l’impiego di tutti i composti, poiché questi ultimi hanno una immunità innata, responsabile delle primissime difese immunitarie, molto più sviluppata. Nei bambini di età tra 1-3 anni si suggerisce l’assunzione di 400UI al giorno di Vitamina D3 in gocce e lavaggi con soluzione fisiologica almeno due volte al giorno. Dai 3 ai 16 anni si raccomanda solo l’ impiego di vitamina C, possibilmente con una dieta bilanciata, e misure di igiene quali docce nasali con soluzione fisiologica, lavaggio delle mani e uso di mascherine chirurgiche.

L’ utilizzo delle mascherine dovrebbe essere OBBLIGATORIO: le mascherine non solo proteggono le altre persone ma, riducendo le dimensioni dell’inoculo, proteggono effettivamente chi lo indossa. Maggiore è la dimensione dell’inoculo, maggiore è la replicazione virale, maggiore è la carica virale e maggiore è il rischio di aspirazione.
La nostra recente “Call to Action”, pubblicata sulla rivista Rhinology Online il 26 ottobre 2020, dal titolo “Face masks are an essential tool to mitigate the ongoing SARS-CoV-2 pandemic: a call to action”, rappresenta una consapevole raccomandazione e raccomandazione rivolta alle società scientifiche e istituzioni circa l’importanza all’uso di mascherine chirurgiche per la mitigazione della Covid19 e l’attuale condizione di pandemia.

Leggi l’ articolo qui

Di seguito verranno riportati i composti suggeriti sia nella profilassi che nel trattamento della Covid19, focalizzando l’attenzione su dosaggio-proprietà-riferimenti bibliografici aggiornati alla letteratura scientifica più recente.


Protocollo “D” per profilassi Covid-19

I PILASTRI

Vitamina D3: 2000-3000 unità UI. Si raccomanda una valutazione dei valori di vitamina D (il valore ideale da tenere come target è di minimo 40 nanogrammi/ml)456 e di Calcio ematico, evitando di superare le 100mila unita di assunzione die. È possibile anche una assunzione iniziale di 25 mila unità e poi integrare ogni giorno con un quantitativo di 1000-2000 UI. Ottimale sarebbe una esposizione solare di tutto il corpo per almeno 20 minuti al giorno (le dosi raccomandate variano in base a costituzione, sesso e comorbidità). AZIONE: La Vitamina D agisce, tra le tante attività dirette a livello del sistema ostoarticolare, anche modulando l’attività di alcune cellule del sistema immunitario, mantenendo l’integrità della barriera epiteliale polmonare, e riducendo la coagulabilità. Ha inoltre una attività sinergica di potenziamento dell’attività dello zinco, che agisce diminuendo la replicazione virale e a livello dell’immunità adattativa. Nei pazienti che sviluppano distress respiratorio da Covid19, determina una diminuzione della produzione di citochine/chemochine, limitando o prevenendo gli effetti della “tempesta citochinica”. Diversi studi dimostrano come una carenza di Vitamina D sia associata ad esiti significativamente peggiori di malattia da Covid-197-23 , con un aumento della risposta infiammatoria e un aumento della mortalità.24 Uno dei pilastri del protocollo

Zinco: 10 mg due volte al giorno o 25 mg al pomeriggio a stomaco pieno, evitando di assumerlo allo stesso momento di alimenti contenenti calcio e ferro. Nella dieta preferire i semi. Azione: lo zinco è essenziale per l’ immunità innata ed adattativa, è un anti ossidante e riduce la replicazione virale a livello cellulare inibendo (in vitro) la RNA polimerasi RNA dipendente contro il virus SARS-CoV-2.25-31 Carenze di zinco si possono evidenziare in pazienti con di perdita di olfatto e gusto32, diarrea33, patologie infiammatorie e depressione34; tutte condizioni causate dalla infezione da SARS-Cov-2.35 Uno dei pilastri del protocollo

Melatonina a lento rilascio: 1 mg alla sera. Azione: la melatonina agisce a livello del metabolismo del piruvato e non ha solo attività a livello del ritmo circadiano, ma ha soprattutto attivitá anti ossidanti-infiammatorie-virali, provocando una riduzione delle citochine pro-infiammatorie quali TNF-α, IL-1β, IL-6 e IL-8 e un aumento del livello delle citochine anti-infiammatorie IL-10.36-41 Uno dei pilastri del protocollo

Quercetina: presente in cipolla, broccoli, uva rossa, the verdè, sedano, mela e mirtilli oppure 250-300 mg al giorno. Azione: ionoforo, ossia permette l’ingresso dello zinco nelle cellule. 30 Non devono assumere integratori i bambini e i pazienti con ipotiroidismo, pertanto in questi ultimi è utile monitorare i livelli di TSH.42 Uno dei pilastri del protocollo

ELEMENTI DA INTEGRARE PER POTENZIARE LE ATTIVITÀ ANTI OSSIDANTI (non mandatori ma suggeriti)

N Acetilcisteina (NAC): 600 milligrammi 1 volta die. Azione: una delle funzioni dell’ NAC è quella di aiuto a produrre glutatione e distruggere legami disolfuro facendo si che vi sia meno aggregazione piastrinica a livello del fattore di von Willebrand diminuendo la ipercoagulabilità (una delle problematiche riscontrate nei rilievi autoptici dei pazienti affetti dalla Covid-19). Una Review della letteratura scientifica pubblicata a Novembre 2020 sottolinea come la somministrazione di NAC in combinazione con altri agenti antivirali, possa ridurre drasticamente il tasso di ricovero ospedaliero, la ventilazione meccanica e la mortalità. Uno Studio in doppio cieco, randomizzato, controllato con placebo VS N-acetilcisteina nei pazienti con sindrome respiratoria acuta grave causata da COVID-19, dimostra che 14 pazienti (23,9%) nel gruppo Placebo sono stati sottoposti a intubazione endotracheale e ventilazione meccanica, rispetto a 14 pazienti (20,6%) nel gruppo NAC (p = 0,675 ossia non statisticamente significativo come outcome). Tuttavia, gli stessi autori, ammettono il limite del loro studio ossia il numero cospicuo di pazienti e l’uso di NAC in una fase tardiva di comprovato danno polmonare, suggerendo come l’uso di NAC nelle fase iniziali dei sintomi abbia un beneficio maggiore.

Vit C (Acido Ascorbico): 1 gr die o almeno 2 arance e 2 limoni al giorno; nei fumatori si suggerisce l’assunzione di almeno 3 arance. La dose normale è di 90 mg / giorno. Aggiungere 30 mg / giorno per le donne incinte e 35 mg / giorno per i fumatori. Azione: antiossidante, neutralizza i radicali liberi dell’ossigeno, necessaria per l’ idrossilazione del procollagene durante la sintesi del collagene. E’ idrosolubile, quindi se ne si assume in quantità eccessiva non viene accumulata e determina diarrea. Aiuta ad abbreviare la durata dell’influenza di circa l’8% negli adulti e del 14% nei bambini. Una carenza è correlata con una maggiore progressione e sviluppo di polmonite.

Omega 3 integratori: 1 capsula die. Azione: proprietà cardioprotettive, inibitorie sull’attività dell’ NFkB, antinfiammatorie e antivirali. Un ruolo importante è nella risoluzione dell’infiammazione suggerendone l’uso soprattutto nella sindrome post-covid.43-46 Il recente position statement della HEART UK conferma che non ci sono interazioni farmacologiche significative tra le possibili terapie sperimentali per COVID-19 e acidi grassi omega-3. Pertanto, gli acidi grassi omega-3 possono essere continuati nei pazienti con diagnosi confermata di COVID-19 a meno che non siano in fase critica.47

EGCG (Epigallocathechina gallato): uno dei composti presenti nel the verde. Azione: è un polifenolo antiossidante che agisce anche da ionoforo capace di aumentare la permeabilità cellulare e mitocondriale. È un ottimo equivalente della idrossiclorochina e la quercetina per la permeabilità cellulare dello zinco.

Vitamina K2 (MK7): 100 mcg per ogni 1000 UI di vitamina D (attenzione nei pazienti in trattamento anticoagulante/antiaggregante o con patologia cardiocircolatoria, per cui va discusso con il medico). Azione: La vitamina K2 è necessaria per l’attività della Vitamina D

Tiamina: 2 mg al giorno

Acido alfa lipoico: 1gr o 600 mg due volte al giorno per 30 giorni (puó essere utile nei soggetti con problemi di olfatto e gusto, ricordandovi che tali disturbi sono molto comuni nelle fasi iniziali della malattia considerando la replicazione virale nei distretti nasali e orofaringei).

Vit A : almeno 5 carote die associandolo ad assunzione di acido alfa lipoico (600 mg due volte die). L’azione della vitamina A al momento non è stata scientificamente comprovata in pazienti con disturbi di olfatto e gusto da Covid-19.

TRATTAMENTO PRECOCE APPENA RISULTATI POSITIVI A SARS-COV-2

Protocollo D pocket

Cosa fare se siete risultati positivi al tampone molecolare per Sars-Cov-2:

Saturimetro: misurare 4 volte die temperatura e saturazione. Riteniamo che il saturimetro sia lo strumento indispensabile al fine dell’inquadramento e nella progressione della Covid-19. I pazienti che vengono ospedalizzati sono quelli che non hanno un monitoraggio costante dei valori di saturazione, indicatore della compromissione polmonare e degli scambi gassosi.

Per una corretta misurazione della saturazione suggeriamo di usare l’indice o il medio; evitare le dita dei piedi o il lobo dell’orecchio
-Considerare veritieri solo valori associati a un forte segnale di impulso
-Osservare le letture per 30-60 secondi per identificare il valore più comune
-Rimuovere lo smalto per unghie dal dito su cui vengono effettuate le misurazioni
-Scaldare le estremità fredde dei polpastrelli prima della misurazione

Qualora la saturazione scenda con valori tra 94 e 90 si raccomanda di intraprendere ossigeno terapia con cannula nasale almeno 4 ore die; se la saturazione scende sotto 80 è suggerita l’ospedalizzazione per monitoraggio e TC polmoni.

Olfatto e gusto: Valutare la presenza di disturbi di olfatto e gusto considerando che possono risultare talvolta assenti (anosmia) , diminuiti (iposmia), alterati nella qualità (parosmia). Disturbi di olfatto e gusto quali anosmia e ageusia(perdita del gusto) sono frequenti disturbi che si presentano nelle primissime fasi da infezione da Sars-Cov-2. Abbiamo descritto sin da aprile questi disturbi, e sono stati ufficialmente riconosciuti dalla WHO a seguito di tale pubblicazione. Nei pazienti che presentano improvvisa anosmia suggeriamo di iniziare “smell training” qualora non vi sia alcun miglioramento di olfatto e gusto a 10 giorni dall’esordio. Potete consultare il seguente video, disponibile in italiano e inglese, al minuto 27:19 dove vengono illustrate le modalità e i dispositivi per eseguire un corretto smell training.

-Raccomando a tutti di riportare su un diario le varie misurazioni, annotando temperatura-saturazione-episodi di tosse, cefalea, durata del disturbo di olfatto e gusto. Una volta “guariti” è richiesta la compilazione del presente questionario ai fini di implementare il percorso di ricerca e migliorare la conoscenza ed il trattamento della patologia indotta da infezione da Sars-CoV-2.

-Comunicare a tutti la propria condizione di salute, non tralasciando di comunicare tutte le persone con cui si è stati a contatto nei 5 giorni precedenti alla comparsa di sintomi o del risultato del tampone. Questi dati sono indispensabili per il tracciamento e per la sorveglianza sanitaria.

-Fare attività di stretching-respirazione ogni giorno per almeno 30 minuti

-Non bere alcolici, non fumare. Preferire alimenti con bassi livelli di carboidrati.

-Aerare ambienti almeno 20 minuti ogni 4 ore (diminuisce la carica virale nell’ ambiente)

-Non usare aria condizionata in casa

-Richiedere la raccolta per smaltimento rifiuti a porta

-Fare spesa online ed effettuare pagamenti online

-Qualora comparsa di affanno e stanchezza, valutare almeno 6 volte al giorno la saturazione di ossigeno.

-Lavaggio delle fosse nasali con soluzione fisiologica più volte al giorno (ricordatevi che la replicazione virale avviene maggiormente nei distretti di naso e bocca) per un corretto funzionamento respiratorio, diminuzione della carica virale a livello delle cavità rinosinusali e qualora si presenti una condizione di congestione nasale e sequele (sinusite, otite, tonsillite). IMPORTANTE: L’ aereosol terapia è INUTILE nel trattamento di sinusite-otite-tonsillite, indipendentemente da forcella nasale, ma è indicata solo per le patologie polmonari.

DOCCIA NASALE: Sinusite-otite-tonsillite

AEREOSOL (boccaglio-forcella nasale): patologie polmonari

Raccomando un confronto con il vostro medico di famiglia al fine di poterne valutare assieme la prescrizione dei sottoelencati.

Protocollo “D” per il trattamento dei pazienti risultati positivi a Sars-Cov-2

Nel trattamento delle prime fasi di malattia va impiegato ogni “PILASTRO” della profilassi aumentandone le dosi come di seguito.

Ribadiamo che è mandatorio procurasi un saturimetro valutando i valori almeno 6 volte al giorno.

-Vitamina D: 3000 UI (è utile un raggiungimento di valori di Vitamina D ematica di 40nanogrammi/ml indipendentemente dalle età; pertanto, qualora ad esempio siano riscontrati valori di 20nanogrammi/ml, suggeriamo una dosa di attacco di 25 mila unità e i giorni seguenti un mantenimento di assunzione di 2000 unità die). In commercio vi sono anche dei misuratori domiciliari dei valori di Vitamina D.

-Zinco: 50-75mg die al pomeriggio a stomaco pieno, evitando di assumerlo allo stesso momento di alimenti contenenti calcio e ferro, per almeno 15 giorni. Queste dosi di zinco tendono a ridurre l’assorbimento del ferro che non rappresenta un problema, eccetto per chi e’ dedito ad una dieta vegetariana dove l’apporto di ferro e’ minimo. In questo caso puo’ essere necessario intervenire con una integrazione dell’ apporto di ferro.

Quercetina: 250-300 mg al giorno

-Melatonina lento rilascio: 2mg alla sera prima di coricarsi.

-Ivermectina: 150ug (corrispondenti a 0,15 mg) pro kg. Suggeriamo l’assunzione di 8 mg in singola dose, massimo 12 qualora peso superiore a 90kg. Azione: L’ivermectina è un agente antiparassitario ad ampio spettro approvato dalla FDA , che negli ultimi anni ha mostrato di avere attività antivirale contro un’ampia gamma di virus in vitro; è ampiamente disponibile, in quanto incluso nell’elenco dei farmaci essenziali dell’OMS. Studi clinici hanno provato che anche un singolo trattamento in grado di effettuare una riduzione di ~ 5000 volte del virus a 48 h in coltura cellulare. L’ ICON Study appena pubblicato sulla rivista Chest il 12 Ottobre ha dimostrato un incredibile risultato nei pazienti affetti da forme Severe da Covid-19 riportando percentuali di mortalità del 38,8% nei pazienti trattati con Ivermectina rispetto all’ 80,1% nel gruppo placebo (OR 0.15, CI 0.05-0.47, p=0.001). Un documento recentemente stilato Pierre Kory e membri della FLCCC, riporta tutte le evidenze scientifiche a supporto dell’uso di Ivermectina, sia in termini di riduzione della trasmissione attraverso l’impiego quale profilassi della malattia sia in considerazione delle azioni terapeutiche antivirali e antinfiammatorie nelle fasi di malattia lieve, moderata e grave. Il documento è stato inoltre revisionato e pubblicato sulla rivista Frontiers in Pharmacology e una copia ne è in continuo aggiornamento al seguente link, e tutto riportato nel seguente Video:

Review of the Emerging Evidence For Use of Ivermectin in the Prophylaxis and Treatment of COVID-19

In breve le attività della Ivermectina sono le seguenti:

1) Inibisce la replicazione di SARS-CoV2, portando all’assenza di quasi tutto il materiale virale entro 48 ore nelle colture cellulari infette;

2) Previene la trasmissione e lo sviluppo della malattia COVID-19 nei membri della famiglia di pazienti infetti;

3) Accelera il recupero e previene il deterioramento nei pazienti con malattia da lieve a moderata trattati subito dopo la comparsa di sintomi ;

4) Accelera il recupero e la durata di ospedalizzazione di ricovero in terapia intensiva e della morte nei pazienti ospedalizzati;

5) Porta a riduzioni impressionanti dei tassi di mortalità nelle regioni con distribuzione e utilizzo a livello di popolazione;

Si consiglia di non assumere qualora vi siano condizioni di gravidanza e/o allattamento, e in pazienti con disturbi neurologici-della barriera emato encefalica (l’ivermectina passa tale barriera).

-Eparina basso peso molecolare O Acido Acetilsalicilico: solo se la saturazione scende al di sotto di 93 (confrontarsi con il proprio Medico di famiglia). Attualmente stiamo suggerendo l’ uso di Acido Acetilsalicilico 330 mg + Vitamina C 200 mg in compresse effervescenti una volta die per 3 giorni al momento della comparsa di febbre o qualora cefalea e/o mialgia importante.

-Paracetamolo: se febbre sopra 38,5 C° (1gr se peso sopra i 48kg, massimo 2 grammi al giorno). E’ importante sottolineare come il Paracetamolo induce consumo di glutatione, condizione per cui si verificano sequele peggiori e sviluppi di casi gravi. L’uso di paracetamolo pertanto deve essere ponderato e mai usato più di 2 volte al giorno per più di 3 giorni consecutivi.

-Metilprednisone 16 mg: I cortisonici sono sempre stati farmaci utilizzati quali anti infiammatori, tuttavia è importante comprendere come l’uso improprio del cortisone può comportare delle problematiche importanti e soprattutto determinare uno squilibrio del sistema immunitario essendo un farmaco immunosoppressivo.

L’ assunzione dovrebbe essere ponderata e raccomandata solo qualora la saturazione comincia a scendere al di sotto di valori di SpO2 inferiori a 91% (confrontarsi sempre con il proprio medico di famiglia). Non raccomandiamo l’uso di cortisonici qualora vi sia febbre per un periodo variabile dai 5 ai 8 giorni. La malattia risponde bene allo steroide solo in alcune fasi, e non va usata nella fase virale poichè l’uso iniziale rischia di determinare immunodepressione ed effetti negativi.

IMPORTANTE: Uno dei motivi per cui la stragrande maggioranza dei pazienti, anche e soprattutto giovani, accede in ospedale con desaturazione e polmonite virale è correlato all’uso improprio di cortisone (pazienti a cui viene somministrata una singola dose di cortisone o pazienti in cui dopo 4 gg sviluppano un picco febbrile anche sopra i 39°C). Lo steroide va usato solo qualora la saturazione sia compromessa, ossia desaturazione sotto 91% di SpO2, e non nella fase viremica ossia i primi 7-10 giorni. Lo steroide che suggeriamo è il metilprednisolone, in accordo anche con il protocollo I-MASK e Math+.

Si raccomanda di scalare la dose dello steroide gradualmente evitando di avere un effetto di rebound.

E’ necessaria la sinergia con alte dosi di Vitamina C.

FARMACI non certificati o di comprovata rilevanza

-Antibiotici: non raccomandati se non comparsa di iniziali segni di polmonite tipica. Vi sono pazienti che presentano febbre anche a 38°C per tre giorni consecutivi, tuttavia non necessitano di antibiotico essendo la malattia causata da un virus. L’impiego dell’antibiotico presuppone un danno polmonare e una diminuzione dei valori di saturazione, per cui vi è necessaria l’ospedalizzazione. L’ azitromicina ha utilità qualora si voglia iniziare il protocollo di assunzione di HCQ+Zinco, agisce potenziando l’azione della HCQ.

I risultati del 2 Febbraio 2021 inerenti il Recovery Trial pubblicati su Lancet confermano l’inutilità dell’uso di azitromicina a meno che non vi sia una sovrapposizione batterica.

7763 pazienti con COVID-19 che accedevano in ospedale, randomizzati ad Azitromicina o trattamento usuale

❌ identica mortalità nei due gruppi (22%, HR 0.97, P=0.50)

❌ nessuna differenza in termini di durata dell’ospedalizzazione o nella prognosi dei pazienti dimessi

In termini di gravità al baseline, il 20% dei pazienti arruolati non richiedeva ossigeno, il 75% era in ossigenoterapia, e solo il 6% in ventilazione assistita.

Conclusioni: l’azitromicina conferma di un antibiotico, utile in caso di sovrapposizione infettiva batterica, INUTILE se dato a pioggia per un’infezione virale.

-Idrossiclorochina (HCQ): La letteratura scientifica attualmente è fortemente dibattuta dall’impiego di questo farmaco, un antimalarico. 

Riteniamo tuttavia che la maggior parte degli studi abbiano focalizzato l’analisi sull’impiego della HCQ in una fase avanzata di malattia mentre il razionale d’ uso dovrebbe essere raccomandato come profilassi o nelle primissime fasi della malattia, sempre al fine di potenziare l’attività dello zinco.

Di seguito le proprietà: 

  1. è uno ionoforo che permette l’ingresso dello zinco nelle cellule; 
  2. fa si che il virus si attacchi meno ai recettori ACE2 a livello cellulare modificando il sito di esposizione di aggancio della proteina S (il virus pertanto entra “meno” nelle cellule)
  3. il virus entra meno perchè l’HCQ rende le cellule più basiche
  4. quando la cellula è più basica la replicazione cellulare diminuisce. 

La HCQ ha un’emivita di 40 giorni quindi con un dosaggio basso e prolungato si ha una protezione a lungo termine. Per la prescrizione tuttavia dovrete confrontarvi con il vostro medico di medicina generale, ma qualora approvi la prescrizione, va usata solo in profilassi o primissimi giorni dal risultato di positività e non in malattia conclamata; va sempre abbinata ad integrazione con Zinco (è lo zinco che funziona, la HCQ permette solo l’ingresso dello zinco nella cellula). 

Dosaggio: 400mg mattina + 400mg la sera il primo giorno, poi mantenimento 200 die per 7gg. Non assumere se disturbi del ritmo cardiaco e retinopatia. Può essere assunto in gravidanza o in allttamento, purchè il bambino/a pesi piu di 5 kg. Può dare disturbi gastrointestinali e nausea, tuttavia ai dosaggi suggeriti non dà manifestazioni.

-Antivirali: non vi sono ad oggi conferme della utilità del solo uso di antivirali, se non combinato ad altre terapie. In Italia la terapia antivirale è prevalentemente somministrata nei pazienti ospedalizzati e in fase critica.

L’antivirale può avere senso nelle primissime fasi della malattia, fase virale, e non nelle fase di imbalance del sistema immunitario. A tal propositi riportiamo i risultati di alcuni dei più importanti studi pubblicati sino ad ora:

Trial randomizzato in doppio cieco con pazienti arruolati da 10 ospedali in Cina: Nessuna differenza sull’outcome primario rispetto a placebo, nessuna differenza sulla mortalità, nessuna differenza statisticamente valida nella durata della ventilazione meccanica

Trial randomizzato in doppio cieco multicentrico che raccoglie dati da 10 paesi I pazienti trattati con remdesivir avevano un tempo medio di guarigione di 11 giorni rispetto ai 15 del placebo; nessun beneficio nei pazienti critici; mortalità non influenzata con validità statistica

Studio randomizzato “open label”-Remdesivir vs. terapia standard di supporto I pazienti trattati per 5 giorni mostravano un miglioramento clinico di importanza clinica incerta rispetto al trattamento standard. L’effetto non veniva mantenuto al 10° giorno.

Repurposed antiviral drugs for COVID-19; interim WHO SOLIDARITY trial results I risultati ad interim del Solidarity Therapeutics Trial, coordinato dall’Oms, indicano che il remdesivir, l’idrossiclorochina, la combinazione lopinavir/ritonavir e i regimi a base di interferone sembrano avere un piccolo o inesistente effetto sulla mortalità a 28 giorni o sul decorso ospedaliero del Covid-19 tra i pazienti ricoverati. Ribadiamo come sia stato improprio l’uso della HCQ in questi pazienti, ossia in una fase avanzata dalla comparsa della sintomatologia.

TRATTAMENTO PAZIENTI MODERATI-SEVERI-CRITICI

Per il trattamento di pazienti Moderatamente sintomatici e Severi, per cui è indicato il monitoraggio e trattamento ospedaliero, raccomando la consultazione del protocollo Math+ della Frontline Covid19 Critical Care Alliance di cui parte dei suggerimenti sovracitati fanno parte e di cui sono membro associato.

L’impiego del protocollo è stato adottato e descritto nella rivista “Medical Science” e disponibile al seguente link.

TRATTAMENTO DELLA SINDROME POST-COVID (LONG-HAULER PATIENTs)

Molti pazienti “guariti” da infezione da Sars-CoV-2 o da Covid-19, sviluppano disturbi persistenti o “nuovi”, tra cui:

  • costrizione toracica, pressione o dolore 
  • brividi o sudorazione 
  • disturbi di olfatto quali parosmia, iposmia o phantosmia
  • tosse 
  • vertigini 
  • diarrea 
  • temperatura elevata 
  • stanchezza
  • mal di testa
  • palpitazioni cardiache / tachicardia
  • incapacità di esercizio e fatica
  • insonnia e confusione mentale
  • mancanza di respiro o difficoltà a respirare 

Diversi studi attribuiscono questa persistenza o nuova comparsa di disturbi, riscontrati anche in pazienti precedentemente risultati asintomatici, ad una disregolazione del sistema immunitario ( a volte abbiamo riscontro di valori di IL6, IL8, TNF-alfa persistentemente alti).

Novità interessanti, invece, sono alla base della possibile implicazione dei mastociti. I mastociti sono cellule immunitarie innate e sono anche implicati nella risposta immunitaria adattativa, malattie infiammatorie sistemiche, malattie neuroinfiammatorie, lesioni cerebrali traumatiche e ictus e disturbi da stress. SARS-CoV-2 può attivare monociti / macrofagi, cellule dendritiche, cellule T, mastociti, neutrofili e indurre tempesta di citochine nel polmone. COVID-19 può attivare mastociti, neuroni, cellule gliali e cellule endoteliali.

Quali possono essere le possibili cause:
È a causa del virus persistente o della sua lenta eliminazione?
È a causa della mutazione delle cellule immunitarie?
È a causa della risposta autoimmune dovuta al mimetismo molecolare?
È a causa di altri virus che si riattivano, ad es. EBV che a sua volta può causare affaticamento.
È un problema di flusso sanguigno al cervello?
È un’infezione del tessuto cerebrale?
È il danno all’endotelio dei vasi sanguigni? (La differenza di sesso mostra che il problema è più comune nelle donne, il che si allinea anche con più problemi del sistema immunitario nelle donne, quindi, è possibile che sia il sistema immunitario contro il danno endoteliale come ad esempio l’implicazione di anticorpi anti Annessina A2, teoria da noi formulata nel nostro studio dove parafavamo dell’implicazione della Annessina A2 nel danno vascolare, o Anti Fosfolipidi).

Vi sono riscontri dell’impiego di steroide a basso dosaggio, omega 3, atorvastatina e melatonina a lento rilascio.

Suggeriamo pertanto il seguente approccio terapeutico nelle condizioni di sindrome post-covid:

Buona guarigione, io ce l’ho fatta!

Puya Dehgani-Mobaraki, MD

-Founder & President of “Naso Sano” No-Profit Association – Ringgold Institution ID 567754

-Front Line Covid19 Critical Care Alliance Associate (FLCCC)

nasosano.it | covid19criticalcare.com | puyadehgani.com |

Bibliografia

Ricerche e Pubblicazioni condotte dal Dr. Puya Dehgani-Mobaraki et.al inerenti Sars-Cov-2 e Covid-19

  1. Smell and taste dysfunction in patients with COVID-19
  2. International registry of otolaryngologist–head and neck surgeons with COVID‐19
  3. Sinus and anterior skull base surgery during the COVID-19 pandemic: systematic review, synthesis and YO-IFOS position
  4. A comprehensive analysis of recovered COVID-19 patients and dynamic trend in antibodies over 3 months using ELISA and CLIA methods
  5. Impact of COVID-19 on the mortality rates for the resident population of the Umbria region in Italy
  6. Key role of Annexin A2 And Plasmin in Covid-19 PAthoPhysiology, Clinical Presentation and outcomes – A Review
  7. Face masks are an essential tool to mitigate the ongoing SARS-CoV-2 pandemic: a call to action
  8. Critical Care Covid-19 Management Protocol: Clinical Case
  9. Antibody persistency and trend post-SARS-CoV-2 infection at eight months
  10. Consequences of intubation in COVID-19 patients: Are we ready?
  11. Neutralizing antibody responses 10 months after mild and moderately-severe SARS-CoV-2 infection

Bibliografia Protocollo D

  1. https://www.who.int/emergencies/diseases/novel-coronavirus-2019/technical-guidance/naming-the-coronavirus-disease-(covid-2019)-and-the-virus-that-causes-it
  2. www.evms.edu/media/evms_public/departments/internal_medicine/EVMS_Critical_Care_COVID-19_Protocol.pdf
  3. COVID-19 Insights: Rapid Death due to SARS-COV (cytokine storm/massive immunomodulation)- Dr. Been Medical Lectures
  4. Vitamin D sufficiency, a serum 25-hydroxyvitamin D at least 30 ng/mL reduced risk for adverse clinical outcomes in patients with COVID-19 infection
  5. https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0960076020302764#bib0055
  6. https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S0960076020302442?via%3Dihub
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